Au livre

“Tu es celui qui écrit et qui est écrit” (Edmond Jabès)

“Quanto tempo!” 16 mai 2008

Classé dans : Les petits mots, Textes, déclarations d'amour — aulivre @ 15:46

È quel che ho pensato, entrando, letteralmente, in queste pagine. Sensazione di visitare un luogo caro e sentito al quale devo molto, tanto, immensamente. E’ la sensazione che provi quando torni a casa tua, e ripercorri i cammini e i piccoli sentieri che tante volte, hai percorso, pensando, parlando, riflettendo e…scrivendo! Proprio come tornare a casa, e sentire i profumi già da sempre conosciuti, e riconoscere voci già da sempre riconosciute, riconosciute forse ancor prima di venire al mondo. Che sensazione, quale effetto mi fa entrare, di nuovo, nella nostra scrittura: è come entrare, ancora una volta, nel gioco di condivisioni che, pure, al di là della scrittura, non smette di farci essere come siamo, come ci conosciamo e, ancora, come ci conosceremo. Passa il tempo, ma quel che resta sono i luoghi e i momenti di condivisione. Quel che resta, e che sempre resterà, è il cammino che da essi ci ha portati sin qui e, al contrario, il cammino che non smette di portarci, nuovamente, a quei luoghi e momenti cari di questo grande, immenso, nostro racconto.

E, nello stesso tempo, alla gioia della riscoperta si aggiunge una riflessione, amara e necessaria: quanto tempo perso a far quadrare una scrittura che poco ha a che fare con me stesso, con te e con te stessa, con noi e con noi stessi. Quanto tempo perso a prendersi la responsabilità di scrivere le “vite degli altri” – sì, probabilmente proprio come il protagonista del celebre film ascolta gli altri, non ascoltandoli veramente. Ebbene, rientrando in queste pagine mi sono accorto, di un botto, che dovrei smettere di ascoltare “gli altri”, e correre il rischio di scriverne le vite per quello che non sono, e per quello che non vogliono essere. Dura responsabilità, parlare e scrivere la cultura degli altri, perchè l’etno-grafia si trasforma, facilmente, troppo facilmente, in una cattiva bio-grafia.

(esempio di scrittura su quello che altri scrivono su altri ancora)

E cosa vorrebbe dire, tutto questo? Forse dovrei smettere di scrivere degli altri, e dedicarmi a me stesso, a noi stessi? Forse dovrei abdicare a un certo impegno – etico, e diciamolo anche: politico – di comprendere la sofferenza degli altri, di aprire gli occhi sulle diseguaglianze, e di scrivere per denunciare? Assolutamente no. Perchè accettare il rischio di far parlare quelli che non possono parlare, richiede come condizione il saper parlare di se stessi, di noi stessi. Qualcosa come un “non scrivere degli altri quel che non vorresti che sia scritto di te, non scrivere degli altri come non vorresti che gli altri scrivano di te”.

Mi chiedo, nuovamente: forse scrivere di noi stessi nient’altro è che un semplice esercizio di preparazione, in cui ci si esercita a scrivere giudiziosamente degli altri? Assolutamente no, rispondo di nuovo! Perchè l’amore con cui scrivo di noi, l’amore, vero, sincero, che non smette di rinnovare la mia scrittura di noi, non smetterà di rinnovare la verità e la sincerità della nostra scrittura del mondo.

Grazie, grazie a te, per sempre.

AM

 

Aux arbres 23 mars 2008

Classé dans : Les petits mots, Textes, déclarations d'amour, poésie — aulivre @ 14:37

figuierf.jpgamandierf.gifbaobabmada.jpg

(figuier)                 (amandier)             (baobab)

Aux arbres de n’importe quoi….

“Elle n’était pas assise” – par I.L.F.

Cage, loi, chance, volonté:

La semence est plantée,

dans la terre mise;

Les racines qu’elle prenne -

ou a déjà pris -

on a déjà appris

sont l’occasion d’un avenir; et

pour les partager, des substances

corps, terre, air, avis

il faut qu’on commence la danse

de reconnaitre et permettre

à la semence sa puissance

de ses bras haut et bas, rapports,

la croissance:

sa lutte, avenir, et surtout souffrance

sans s’oublier

des m e r c i s.

26 Novembre, 2006

Donc! on dit “merci” aux arbres pour se lever dans la lutte journalière sans savoir qu’est-ce que se passera. MERCI!, on dit aux arbres pour prendre le risque en tant que semences. /m3Rsi/ aux arbres pour donner l’exemple d’être et l’être comme métaphore aux rêves, nous mêmes, croissance et rapports. Parce-que dire ça, le /m3Rsi/ ce n’est pas la m3R à boire et si tout simplement la pluie dans sa saison. Parce qu’on dit /m3Rsi/ aux arbres même pour le papier et surtout pour le feu: ce dernier-ci, ce dernier “si!” n’existerait pas sans l’oxygène.

m3R-si, MER-ci, Merci!

arbres de quoi,

peu importe ici!

n’importe plus où

et si QUI -

A.M., merci. Merci pour prendre un risque sans savoir ce que se passera cette fois. Merci pour avoir dit qu’on a tous tout ce qu’il faut. ça y est. Le corps, les rêves, l’oxygène, ce papier, ce feu: la volonté. La volonté est la puissance.

Force, Courage, et toujours Sincérité. Dis-moi tes moments quand ils arrivent à ton corps et je te dirai m3Rsi, m3Rsi, cinque mille fois! – d’avoir répondu ta réflexion. BACI BACI BACIONI = ) – I.

 

Per noi 11 février 2008

Classé dans : Les petits mots, déclarations d'amour — aulivre @ 18:46

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“Paris, 4/02/2007, dans l’après-midi…

Querida I….

Sorpresa! Non so dove tu sia – in questo istante -, non so cosa tu faccia, in questo preciso istante – l’istante in cui scrivo, e in cui, in fin dei conti, mi scrivo / “Tu sei colui che scrive e che é scritto” (E. Jabès). Ma poco importa, d’altronde. Sei li, presso di te, e qui, presente a te stessa ma vicina a me. Vicina a me, nello stesso momento, questo “momento” attorno al quale non si smette di incontrarci – e che piacere quando questo accade (“que bom que é!”), e le mani si incrociano, gli sguardi risuonano, e l’anima comincia a brillare! Questo “istante” dal quale, nello stesso tempo, non si smette di uscire, cosa che a volte provoca la paura, se non il terrore, il terrore che l’istante non sia più tale, e che più storie diventino una sola verità. E l’unica paura, in fondo, è quella che costruiamo, paradossalmente, per cercare di essere più tranquilli. Ma la paura e il terrore appartengono alla verità e alla forza, non alla vita e alla “comunità”.

“Grato ora, como prima (ma io aggiungo : “grato come mi sento di esserlo da questo istante in poi, per gli altri istanti”) mentre sento il mio corpo vibrare”…

Ti penso, ti amo

A.”

 

Parole, non ne ho 7 novembre 2007

Classé dans : Les petits mots, dialogues, déclarations d'amour — aulivre @ 21:50

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Parole, non ne ho. Ora, ho solamente la forza di scrivere questo post. Me muero.

AM

————————————————————–

Je tire les citations d’où elles étaient, muettes, en laissant Lispector seule avec le soi en paroles qu’elle a toujours (d)écrit – et ainsi vécu – seule. Voilà. En conversation, inattendue, inaperçue, necéssaire… Celan, Gibran… et Tracy Chapman. Merci de Tout. Bienvenu à ta Vie. T’es là, évidemment, écris ce que tu es, et paroles, eh… il y en a. -I.

“La poésie, ne s’impose plus. Elle s’expose” (Paul Celan)

“Sólo una vez me quedé sin palabras.

Fue cuando un hombre me preguntó:

`¿Quién eres?´

Fuimos criaturas ondulantes, vagarosas, ansiosas, un millón de años antes de que el mar y el viento del bosque nos dieran palabras.

Ahora bien, ¿cómo podremos expresar lo muy antiguo que hay en nosotros, sólo con los sonidos de nuestros recentes ayeres?” (Kahlil Gibran, Arena y espuma)

“All that you have is your soul” (Tracy Chapman)

COMMENT ne PAS croire à ce qui t’habite? C’est ce qui te fait écrivain unique, ce qui te fait aimer, réspirer et partager; c’est une Force. Personnelle. Qui touche, qui aide, qui bouleverse si tant d’autres, en quête de force. Vis, mon ami, vis. Avec fierté. Tu n’es pas là pour rien. T’es là justement pour vivre. Non pas pour survivre; mais instead pour vivre sûr. Et GraceGraceGrace à (¿…?)… eehh bon…

GRATITUDE. C’est-à-dire GRATE ATTITUDE pour tout cela. Siusplau.  ; ) – I.

 

Notte di parole 3 novembre 2007

Classé dans : déclarations d'amour, poésie — aulivre @ 15:30

E qui mi trovo, finalmente/

Nel silenzio che, da sempre/

Mi accende la parola/

Nell’oscurità assordante/

Che dà fiato, e corpo di voce/

Al gioco delle luci di Ponente.

Io sono luce incessante/

Parola piena, delirante/

Luce riflessa, povera in essenza/

Eppure, di lontana – e certa – provenienza/

Il mio segreto, potrei dirlo altrimenti?/

Siedi, Amore, e ascolta i miei racconti:/

Come stella, parlero’ da un luogo di silenzi

AM

Barcelona, 3/11/2007, 3h39

 

Un AMore di dInamite 23 octobre 2007

Classé dans : déclarations d'amour — aulivre @ 23:03

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“Io?”, mi chiedi quando ti chiamo, e ti cerco con gli occhi. Ora, sono io a dire: “Io?”. Si, io sono questo qui. Esattamente come mi hai disegnato. “Sono una dinamite”, scriveva Nietzsche già sull’orlo della follia. Ma quale sarebbe, precisamente la mia follia? Aprirmi le acque attorno, provare ad abbattere le barriere e i muri che mi circondano. Fare qualsiasi cosa per trovare il mare, per trovarmi il mare che ho dentro di me, sotto di me, sopra di me, attorno a me. A-mare. Io, Alessandro – sì, perchè nascondere il mio nome? – , sono una dinamite. Una dinamite d’amore. Un amore di dinamite.

AM

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O todo que se passa por nossos braços é morno, é da gente, é completo, é fé-liz. Não hà momentos de pretensão nem medo do momento pois este aqui é o que hà. A poesia tece a trama interior, despindo até mesmo a mais breve e muda hesitação: e esta ultima…

não està.

Quando estamos, juntos, o tempo flui no espaço que ex-(ins)iste ao surgir e des-aparece entre os corpos… quais nossos – e nus – encontram lugar sem pensar e razão… (sem deixar) de ser.

Impossivel é deixar de ser quem se é. E se pode. Ser. Assim: “aaah, sim…”

Aaahh, mas se pode… E ainda bem; que aaahsim e juntos, é assim que se pode ser quem se é:

.

Livre.

I.

 

Il mio giorno sulla terra 22 septembre 2007

Classé dans : Les petits mots, déclarations d'amour — aulivre @ 13:01

Compleanni e anniversari, lo sai come la penso, lasciano il tempo che trovano. Preferisco il termine “ricorrenza”: cio’ che ricorre, cio’ che arriva, sempre di nuovo. Nel tuo caso, quel che arriva e ricorre ogni giorno, giorno dopo giorno, giorno per giorno. Ma al di là di questo evento permanente che è la tua Presenza nella mia vita, non posso fare a meno di ricordare cio’ che ri-corre tra ieri e oggi, 22 settembre. Un anno fa esatto, ci siamo conosciuti. Non sapevo, ma qualcosa, dentro di me, sapeva già. Non pensavo, non speravo. Vivevo. E un evento, si è prodotto nella mia vita. Non pensavo, non speravo, non aspettavo, non immaginavo, ma vivevo, e qualcosa in fondo, già sentiva. E quel qualcosa mi ha “sentito’, a un certo punto, e mi ha scritto. E poi ho sentito, e scritto. Sentire, pensare, immaginare, scrivere e vivere. Vivere/scrivere ancora: cio’ che ricorre sempre, in ogni istante del mio giorno sulla terra.

Ti amo,

AM

 

Oui; print. 19 septembre 2007

Classé dans : Les petits mots, déclarations d'amour, poésie — aulivre @ 2:03

Hahahaha… PrinTemps.

*suspiro* I PRINT times

Both feet on the planet

m i r i t r o v e r a i, toda y cada las

flores del pensamiento suddenly

becoming movimento. E’

m e r a v i g l i o s o , maravilhosa a Vida

a c c a n t o a m e, dentro di me; e

meu canto dentro Verdade dirà e

te encontrarà no Momento…

E o sentimento…

permanecerà… Gratidão. Ternura. Imensa Mansidão. Você.

Ale… Te Amo. Sempre – Ine

13/04/07

_______

PARIS, le 20 décembre 2006

_______

Oui… parce que Paris n’est pas du tout romantique… et construiretraverser un pont c’est toujours un risque. Oui… parce qu’une fois l’eau passe sous le pont la rivière n’est pas la même d’avant… et continue, OUI, parce que les numéros vont jusqu’à l’ infini; et les rapports d’Amour après tout = les maths: on ajoute des experiences, substrait les tristesses, divise les problèmes et multiplie le bonheur! OUI. Oui… surtout parce que la première fois est toujours la dernière occasion. “A primeira vez é sempre a ultima chance”… dont le début est une plate-forme aux voyageurs: Oui/Non… parce que si est par oui ou par non, c’est ça la question: OUI ou NON? Seule la raison déraisonne… en cédant ou en réfusant… de se plier. A LA PUISSANCE AMBIGUE!! Ici, il y en a, en fait, DEUX… faisons le pont… réciproquement. I AM ~~ Ine

 

Ser melhor 18 septembre 2007

Classé dans : Les petits mots, Textes, déclarations d'amour, poésie — aulivre @ 1:24

PARIS, Mai 2007

A esperança para o resto inteiro de uma vida fragmentada pode estar (e se encontrar) dentro de cinco palavras, dentro de uma canção, ou um infinito momento lucido de plena União. E’. Assim vivo. Decepções e lutas, decisões e vitorias, caminhos e gente, luz e flores; de modo que a constante renovação de esperanças se mostra não como um estado permanente de utopia, de ilusão, mas como uma utopia que é. E vive. Vê, não vivo de utopia. Minha vida, a Vida, as vidas de antepassados vivem através de mim, como ‘Eu’ novos dias como este Hoje, representando assim… continuidade. Isto é utopia? “Não!”, confirma a minha existência. E’ seqüência de ações que constroem este viver poético, lucido e musical que toma o nome de – e se reconhece (às vezes sim, às vezes não) – como EU, Você, portal de existências, minha Mãe… e tantos outros que tanto ao se dizer quanto ao se contra-dizer aprenderam não a viver ou esperar mas a observar a “Lei” de causa e efeito… e a ser melhor: através de pensamentos, responsabilidade para com o verbo, e ações. Quanto às cinco palavras, estas estavam na canção. Quanto à União, esta esta’ presente em qualquer momento. Basta re-clamar a renuncia de compreensão do que é infinito. E Ser continuidade, mesmo como merda. – Ine.

~.’~.’~.’ ~.’~.’~.’ ~.’~.’~.’

Au TGV, 27 Mai, 2007

Ale, te amo,

te escuto ao redor;

pensamentos os nossos,

um mundo maior

_

Ale, te penso meu

Amor em pedaços, sou -

partes, abraços, sei -

seugues meus passos… e eu

por te amar sou melhor.

_

Merci, Ale.

Não minto/pressinto

Amor em meus olhos seus

é céu num recinto

de pele, nuvens, gemido e suor.

_

Te quero meu Anjo, sàbio e valente,

sem medo, com dor;

não sou de outro modo e em vão é o pudor

_

Se um é carente

Dois é furor:

um verso crescente de no’s, um louvor.

-I.

 

Dedication(s) 14 septembre 2007

Classé dans : déclarations d'amour — aulivre @ 21:53

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Avevo piu’ o meno sedici anni quando ho scoperto questa canzone. Mica li conoscevo, i Thin Lizzy. D’altronde – e non so perchè – non sono mai diventati davvero cosi’ famosi. Ma non importa, anzi: meglio cosi’. All’epoca, di questa dedica mi colpi’ il messaggio universale, cosi’ come – naturalmente – la struttura musicale, con quel magnifico solo di Brian Robertson: una vera delizia per un adolescente che passa la maggior parte del suo tempo libero sulla chitarra! Ecco, questo gioiello l’ho ritrovato poco fa, e mi son resto conto che si tratta, in fin dei conti, di una delle canzoni d’amore e speranza piu’ belle, sincere e potenti che abbia mai ascoltato. E non esagero quando parlo di messaggio universale, perchè quel che sento quando la ascolto non ha nulla da invidiare a quel che ho sentito – sebbene mi dicessi ateo o, al limite, agnostico – quando ho letto seriamente, per la prima volta, i Vangeli. Chi avrà ancora il coraggio di dire che il metallo è la musica del diavolo, dunque?

Un’autentica dedica è un dono, ma lo è soltanto quando, in un modo o nell’altro, dedicando, ci si dedica all’Altro, e agli Altri. Altrimenti, resta lettera morta.

http://fr.youtube.com/watch?v=YOYfEL5L8Fw

Questa dedica, la dedico alla “donna che amo”. I., che questo amore che viviamo, nel quale ci si dedica l’uno all’altro, reciprocamente, non smetta di farci vivere e amare, dedicandoci ad essi, quelli che stentano a vivere, e coloro i quali meritano di essere amati e vissuti, ovvero, ancora una volta, dedicati. Live for humanity. Loving, singing, and writing it.

AM

 

Scusami Sogno 10 septembre 2007

Classé dans : dialogues, déclarations d'amour — aulivre @ 0:02

“Scusami sogno; life is not a fairy tale”, I think as I type each letter, one by one of this text. “Scusami sogno”, piange ton coeur: c’est ça ce qu’il dit. Et en t’écoutant desolé pour ieri sera, je suis sûr qu’on n’est jamais privé de ce qui nous arrive, cela faisant de chacun un être encore plus fort.

 

“- Salut!

- Salut

- Ehm Ehm…

- Eh?

- Ine

- Oui?

- Mi dispiace per ieri sera

- Tanto

- Ecco

- Eh…

- Mi dispiace, tanto tanto

- Si

- La poesia che ho scritto, dice tutto

- Dice quel che mi è successo, e come mi sentivo oggi

- Cosa

- Mi dispiace, ecco tutto

- Mi dispiace di averti fatto piangere

- Ho pianto anch’io, per questo

- Tante cose

- E piango anche ora

- Scusami, amore mio

- Piango

- Ti amero’ sempre

- Sempre ti amero’

- Si

- Tanto triste

- Voglia di abbracciarti, quel che volevo fare ieri sera quando sei andata via

- Si…

- …

- Sei il mio cuore, Ine

- (…)

- TI AMO, E TI AMERO’

- …

- Questo amore, è l’amore piu’ travolgente della mia vita

- Dio

- Dio…

- Dio mio, Ine

- Tu, sei la persona che amo. E ti ho fatto piangere, e star male…

- Je suis très très triste

- Pardon, je suis sincère, et je suis triste-triste-triste

- Ti amo, e nessuno al mondo potrà mai convincermi del contrario, dissuadermi, strapparmi a te, allontanarmi da te

- Strapparmi?

- “Arracher”

- ?

- Me soustraire

- Peut-être maintenant tu penses que je ne t’aime pas vraiment à l’infini, à jamais

- !!!…

- Moi, je ferai n’importe quoi pour que cela soit à l’infini: un amour à l’infini

- Parce que c’est toi que j’aime

- Ine…!!

- …

- La mia amata, amata, tanto amata, infinitamente amata Ine

- …

- Ine, tu sei nel mio cuore

- Marcata, scolpita per sempre, qui, all’interno del mio petto

- Non smettero’ mai di vedere le tue iniziali dappertutto

- Non cessero’ mai di vederti da lontano, quando sono per strada

- Non finiro’ mai di ascoltare la tua voce

- Non dimentichero’ mai il sogno che ho fatto:

- Il libro, il fuoco, l’acqua, la mia terra, la tua terra

- Dio mio

- Il sogno piu’ bello della mia vita

- La sensazione piu’ bella mai provata

- Io e te, in alto mare, li’ dove avrei paura e non avevo paura, e te, il tuo sorriso nell’acqua, e mi dici:

- “Guarda che meraviglia, e abbiamo davanti a noi migliaia di chilometri di acqua”

- Dio mio, l’azzurro

- Il sogno piu’ bello che abbia mai fatto

- Grazie

- …

- Ine, io ti amo, e ti amero’ per sempre. Ringrazio dio, la vita, la natura di averti data al mondo

- NIENTE e NESSUNO mi allontanerà da te

- Scusami, scusami ancora. Mi dispiace, sono desolato

- E d’altronde ho capito ancora una volta, e ancora di piu’, ed è ancora piu’ forte, quanto ti amo

- Scusami, non sto tanto bene, ora”.

Si’ che stai bene, tanto bene; sei piu’ forte. Non sei desolato; sei felice. Ancora una volta, dappertutto… e sempre. – I.

 

Le soglie della mutazione 27 août 2007

Classé dans : déclarations d'amour — aulivre @ 9:50

Lunga passeggiata mattutina, sulla strada che ho già ripercorso cosi’ tante volte. Ho pensato, ho sentito, ho visto, ho sentito, ancora una volta. Abbraccio, appena usciti dal cancello. Augurio di una buona giornata. Io, ancora praticamente addormentato, ma non cosi’ tanto da non sentire e da non vedere. Non cosi’ tanto da non sentirmi sentito. Sorrido, lungo la strada che ho già ripercorso, tante volte. Sorrido, tra i raggi di sole che già riscaldano la giornata. Sorrido, ancora una volta, nell’aria tiepida e netta di un mattino che si annuncia e s’impone con la forza del tempo e della natura. Un abbraccio, un augurio, un “grazie di tutto” detto ancora con la voce invasa dal sonno, accanto alle porte della tua casa. E subito ho realizzato, li’ vicino, li’ dove un giorno, una notte, ti ho detto quel che pensavo di me, di me e di te – quel che cominciavo a pensare di noi, senza neanche che io stesso potessi capire, sino in fondo – , il senso vero del passaggio e della mutazione. Le porte di casa tua, ovvero le soglie della mutazione.

“Grazie di tutto”, allora, vuol dire : grazie per la tua ospitalità, quella materiale (“Thank you/For letting me stay here/Thank you for taking me in/Thank you/For the beer and the food…”, Ani Difranco, “Gratitude”). Ma grazie, anche e soprattutto, per questa ospitalità infinita, grazie per questa ospitalità senza condizioni che non smette di rivelarmi ai sensi il significato della mutazione. Dio, certamente, sa quel che sento. Eppure tu, solo tu, puoi sentire quello che ho sentito quando, nel silenzio della notte, sotto il tiro di una luce fioca che ci investiva quel che bastava per permettere a ciascuno di noi due di intravedere i tratti dell’altro, ci siam sussurrati, sguardo nello sguardo, anima con anima, corpo su corpo, che qualcosa è mutato, e che qualcosa sta mutando. Oh, quanto puo’ essere grande e forte un amore.

Adesso, ora, qui, in questo momento, voglio prendere la parola:

Io ti amo, con tutta la forza del mio spirito. Dichiaro senza condizioni quel che provo per te. Dichiaro ad alta voce, fiero, forte, presente: oh, quanto amo você!

 

“Amor che nella mente mi ragiona/

 

della mia donna disïosamente/

 

Move cose di lei meco sovente/

 

Che lo ‘ntelletto sovr’esse disvia/

 

Lo suo parlar si’ dolcemente sona/

 

Che l’anima ch’ascolta e che lo sente/

 

Dice: “Oh me lassa! Ch’io non son possente/

 

Di dir quel ch’odo della donna mia…”

 

(Dante, Convivio, III, 2)

 

MercI. 26 août 2007

Classé dans : déclarations d'amour — aulivre @ 12:14

 

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« Tu sais.

Moi aussi, je n’ai pas de mots. Mais tu sais.

Tu sais que je pense à toi chaque instant. Tu sais que je me sens vide, parfois, sans oxygène

Merci quand même, I., pour m’avoir fait découvrir qu’il y avait encore d’oxygène.

Merci, I., pour tes yeux qui bougent. Je les ai imprimés dans mes yeux

Merci, I., pour ta force e ta faiblesse

Je sais, I.

Merci, d’être là. Moi, de ma part, je suis là

Merci, pour avoir bouleversé mes journées

Merci pour m’avoir fait redécouvrir le plaisir de quitter dans la nuit une personne qu’on aime, et de rentrer à la maison heureux de l’avoir connue, et de l’aimer bien

Merci pour m’avoir fait redécouvrir la force de dépasser les difficultés qu’on rencontre parfois quand on aime bien quelqu’un

Merci I.

Merci, parce que je ne t’oublierai jamais

Merci, tout simplement

Bonne nuit, sogni d’oro »

AM – Paris, 04/12/2006