Au livre

“Tu es celui qui écrit et qui est écrit” (Edmond Jabès)

Sain Balance 22 janvier 2008

Classé dans : dialogues, poésie — aulivre @ 13:11

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Le cauchemar d´une semence

Le cache-Mer d´une semblance

-I.

A: – C´est mon terrain!

I: – Je dis je comprends.

 

Scrivo 3 janvier 2008

Classé dans : Uncategorized — aulivre @ 16:33

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Ti scrivo qui, dalla scrivania che mi ha visto seduto per anni -
studiando, pensando, sorridendo, soffrendo, ridendo, pensando di nuovo – ,
in questa casa che non sento piu’ essere la mia casa, in questa città che
oramai – cosa strana, ma naturale, nello stesso tempo : è la vita,
nient’altro che la vita – non è piu’ la mia città. E non lo è, lo sento,
già da tempo, dal momento in cui un giorno, ho sentito che l’avrei
lasciata, dall’istante in cui ho detto, precisamente : un giorno, tornero’
qui, tra queste mura, e non mi sentiro’ piu’, definitivamente, tra le mie
mura. Come ci si sente quando non ci si sente a casa in nessun luogo :
ecco come mi sento. Perennemente alla ricerca di un posto in cui sentirsi
a casa.
E tu? Che fai, tu? Come vanno le tue cose? Io, tu. Mi manchi enormemente:
il suono della tua voce, la forza immane della tua presenza accanto a me,
il peso del tuo respiro, lo spessore di quel che dici, come un vento che
mi attraversa, veloce e costante, il mio petto e il mio cuore, il mio
cervello e la mia testa. Come si puo’, mi chiedo, arrivare ad amare,
curare, voler bene cosi’? Amare, curare e voler bene a qualcuno che non
avevi mai amato, curato e voluto bene, e questo per il semplice motivo che
non la conoscevi, questa persona. Come si fa? Dimmi, come si fa? E se non
tu, ebbene, qualcuno mi dica come si fa, come si fa a sentire la
sensazione che sento quando non sei qui con me, accanto a me. Come si fa a
non sentire quel che sento quando immagino che prenderei il primo aereo,
qui ed ora, se solo mi dicessi che si’, qui ed ora, mi vuoi rivedere al
piu’ presto, e riabbracciare, e farmi sentire il peso di quel che sei, e
sentire ancora di nuovo – e sempre – il peso di vita di quel che siamo.
Sono, sei, siamo. Inessa, Nessa, Nessinha, mi manchi enormemente. Come,
tutto questo? Come? La vita. La vita. Ti amo.

A.