Parto, parto tra poco. E’ dunque venuto il tempo di partire. Eppure mi resta un po’ di tempo per scrivere. Scrivere, scriverti l’ultima cartolina da Paris. Cosa ho provato, ieri sera, ripercorrendo quel cammino tra alberi e piccole case che ho percorso tante volte, per quasi un anno. Cosa ho provato, ieri sera, nel vedere la tua camera vuota. Cosa ho provato, nel dormire con te li’ dove tante volte siamo stati assieme, e nel risvegliarmi, accanto a te, li’ dove tante volte mi son svegliato, ri-venendo al mondo, al tuo fianco. Cosa ho provato, poco fa, quando ti ho detto “ciao” per l’ultima volta li’, sulla porta di casa tua, sulla soglia del piccolo cancello verde. Li’ dove, una notte strana e magica nello stesso tempo, ti ho confessato l’amore che, inaspettatamente, un giorno, come un dono, ho cominciato a provare per te. Quel vortice, quel che sentiamo e ricordiamo ogni volta che eravamo li’, me lo porto in petto, come fuoco e acqua. E tu, la creatura che amo. Ti porto in petto, come musica e silenzio.
Amo, amo, all’infinito,
AM